3.26.2007

Dal satellite l'evoluzione dei gas serra

Per la prima volta riprodotto l'andamento mondiale di metano e CO2 dal 2003 al 2005 grazie al satellite europeo Envisat

Ci sono voluti tre anni di osservazioni continue e l'analisi di migliaia di dati per arrivare a realizzare per la prima volta una mappa mondiale animata dell'evoluzione dei due principali gas responsabili dell'effetto serra: il metano (CH4) e l'anidride carbonica (CO2). L'animazione è stata fatta da Michael Buchwitz e Oliver Schneising dell'Istituto di fisica ambientale (Iup) presso l'Università di Brema, guidati da John P. Burrows, grazie allo Sciamachy (Scanning Imaging Absorption Spectrometer for Atmospheric Chartography), strumento posizionato a bordo del satellite europeo di indagine ambientale Envisat. Lo Sciamachy è il primo sensore spaziale in grado di misurare i principali gas serra con sensibilità elevata fino alla superficie terrestre, poiché osserva lo spettro della luce solare attraverso l'atmosfera in «nadir looking», cioè dall'esatta verticale.

METANO - Il metano è il secondo più importante gas serra dopo l'anidride carbonica, ma le molecole di metano trattengono il calore con un'efficienza venti volte superiore alla CO2. I dati ottenuti sul metano confermano anche i risultati di un altro studio eseguito nel 2005 dallo Iup presso l'Università di Heidelberg, in collaborazione con l'Istituto reale meteorologico olandese (Kmni), relative alle emissioni di metano superiori alle previsioni da parte delle foreste tropicali, in disaccordo con le simulazioni teoriche relative allo stesso periodo di tempo.

ANIDRIDE CARBONICA - Gli studiosi hanno utilizzato i dati ottenuti da Sciamachy nello stesso periodo per determinare le colonne atmosferiche di anidride carbonica, che viene prodotta sia per vie naturali che a causa di attività umane, come la combustione di carburanti fossili. Come per il metano, anche per la CO2 esistono lacune significative nella conoscenza delle sue sorgenti, come per esempio gli incendi, le attività vulcanica, il respiro di organismi viventi, terre emerse e oceani.


Paolo Virtuani
Tratto da corriere.it il 26 marzo 2007

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